BOMBINO (Niger) special guest ADRIANO VITERBINI

Live

Ingresso: 40,00€
Minori di 30 anni: 20€ (regolamento sconti)

Le prenotazioni sono chiuse

Streaming

Prezzo: 8,00€

ATTENZIONE!!!
CONCERTO POSTICIPATO A FEBBRAIO 2021
(data in via di definizione)
Questo concerto è stato posticipato.
Restano pertanto VALIDE tutte le prenotazioni già effettuate per il concerto, sia in presenza live, sia per la diretta streaming sul web.
Comunicheremo su questa pagina la nuova data appena disponibile. Ci scusiamo per il disagio.

La lingua è quella dei tuareg, il tamashek. Il suono è caldo, sabbioso e coinvolgente. Il pubblico si abbandona con entusiasmo a quella melodia magica, misteriosa, esotica, eppure molto familiare. Decolla timido con un esordio acustico dove la cassa ancestrale della calabash fa da controcanto ai virtuosismi della chitarra classica, per spiccare il volo in una seconda parte elettrica e vigorosa.  Un cavalcata sonora da Ali Farka Toure a Jimi Hendrix. 
Stella del desert blues, Goumar Almoctar, conosciuto come Bombino, è nato e cresciuto in Niger, ad Agadez, nel nord dell’Africa, nella tribù dei Tuareg Ifoghas, che lotta da secoli contro il colonialismo e l’imposizione dell’Islam più severo. Costretto a fuggire più volte con la sua famiglia, durante una visita i parenti dimenticano una chitarra che il piccolo Bombino tiene per sé, iniziando ad esercitarsi. Diventa allievo del celebre chitarrista Tuareg Haia Bebe e poco dopo entra a far parte della sua band, acquisendo il soprannome di Bombino, una storpiatura dell’italiano “bambino”. Inizia ad appassionarsi a Jimi Hendrix e Mark Knofler, di cui studia le tecniche durante i pascoli tra Algeria e Libia. Tornato in Niger, Bombino intraprende la carriera di musicista a tempo pieno e il suo talento non passa inosservato. Nel 2009 un incontro casuale con il regista Ron Wyman cambia il suo destino. Ma è solo un anno dopo che Wyman riesce a rintracciare Bombino, nel frattempo costretto a fuggire in Burkina Faso in seguito all’assassinio di due membri della sua band, uccisi in una rivolta. Wyman dedica gran parte del suo documentario sulle tribù Tuareg a Bombino e diventa produttore di Agadez, l’esordio solista su disco (il primo album risale al 2009, Group Bombino - Guitars from Agadez, vol. 2).
Nel frattempo la fama del giovane talento cresce fino a essere conosciuto in tutto il mondo e suonare nei più importanti festival musicali, con collaborazioni prestigiose, tra cui quella con Keith Richards. Dan Auerbach (The Black Keys) incontra Bombino e ne rimane folgorato, decidendo così di produrre Nomad, il terzo disco uscito in tutto il mondo ad aprile 2013 su etichetta Nonesuch/Warner. Registrato nello studio di Auerbach a Nashville, Nomad è l’incontro del desert-rock con il blues, suonato dalle abili mani di Bombino e arricchito dalla sua voce intensa e vigorosa. 
Le sonorità di Bombino ricordano quelle dei Tinariwen, vicini suonatori del deserto, ma le sue melodie elettrizzanti, che racchiudono lo spirito della resistenza e della ribellione, trasudano un groove irresistibile. Una versione del blues densa e magmatica, a cui si aggiunge la particolarità di svincolarsi dalla classica metrica basata sul “call and response” tra cantante solista e coro (solitamente femminile), rimpiazzando quest’ultimo con le disgressioni melodiche della chitarra. Compositore e chitarrista desert-rock, Bombino si rifà alle sonorità tipiche degli anni '60-'70, da Jimi Hendrix a Jimmy Page, inserendole in un contesto rock-blues di matrice americana arricchito da vocalismi in Tamasheq, la lingua Tuareg. 
In Italia il sound di Bombino ha conquistato tutti, da Fabio Fazio che lo ha voluto ospite a Che tempo che Fa a Jovanotti che, affascinato dalla sua storia, lo ha coinvolto nella produzione del suo ultimo album, infatti nasce Si alza il vento, frutto della collaborazione tra l’artista toscano e il chitarrista tuareg. Un concerto in cui condividere la freschezza del rock e il suo profondo desiderio di pace e libertà.
Il suo penultimo album, Azel, è stato registrato a Woodstock a ottobre 2015 ed è uscito all’inizio di aprile 2016 per l’etichetta americana Partisan Records. I fan di Bombino e della musica Tuareg in generale, noteranno diverse innovazioni nei brani di questo disco. La prima è l’introduzione di un nuovo stile di cui Bombino è pioniere e che lui chiama affettuosamente Tuareggae, un’unione tra il blues/rock Tuareg con lo stile raggae one drop. Un’altra è l’utilizzo per la prima volta di armonie vocali occidentali all’interno di brani di musica Tuareg, che danno alle canzoni nuova intensità. Infine la sua band risulta più energica e unita che mai. Il risultato di tutti questi elementi è il suo rivoluzionario album: Azel
Pubblicato dalla Partisan Records il 18 maggio scorso e prodotto dal suo manager storico Eric Herman, Deran, tradotto come ‘migliori auguri’, è l’album di Bombino più diretto e coinvolgente, e porta con sé un messaggio di speranza e augurio ad un mondo che sta vivendo un periodo di grande dolore e tumulto. Scritto e cantato interamente nella lingua madre di Bombino, Tamasheq, Deran è stato registrato in dieci giorni a Casablanca, nello studio del re Marocchino Mohammed VI. Si tratta del primo album di Bombino fatto in Africa, da quasi dieci anni. Bombino ha affermato: ...l’obiettivo di questo album è sempre stato quello di avvicinarmi all’Africa. I dieci brani dell’album mostrano la grande capacità di Bombino di lavorare diversi generi, dal folk, al rock, passando per il blues e il funk e naturalmente il sottogenere Tuareggae, di cui è pioniere e precursore. Anche grazie al coinvolgimento profondo della sua band negli arrangiamenti e nelle decisioni creative (con Youba Dia al basso, Illias Mohamed alla chitarra ritmica, Corey Wilhelm alla batteria e Mohamed Araki Eltayeb alle tastiere), Deran è sicuramente l’album più maturo e completo della sua carriera fino ad oggi. Negli ultimi anni, Bombino è diventato un artista acclamato in tutto il mondo e ha collaborato con numerosi artisti e ammiratori come Stevie Wonder, Keith Richards, Robert Plant, Dave Longstreth, Dan Auerbach e molti altri. Ha partecipato al Bonnaroo e al Newport Folk Festival, elogiato da Pitchfork come autentico e ambizioso.
Adriano Viterbini è chitarrista e fondatore di I Hate My Village e Bud Spencer Blues Explosion, autore di due album da solista (Goldfoil del 2013 e Film O Sound del 2015), apprezzatissimo sessionman in studio e dal vivo, è ricercato per la sua spiccata e poliedrica personalità da artisti come Rokia Traorè, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Max Gazze e Nic Cester.
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