CARLO PESTELLI

Live

Ingresso: 15,00€
Minori di 30 anni: 8€ (regolamento sconti)

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L’antesignano della canzone d’autore torinese

Carlo prima di essere una perla preziosa della canzone d’autore torinese, è socio e habitué del FolkClub. È uno di quelli che con la loro presenza continua e assidua ai concerti ci permettono di andare avanti, dando un senso a ciò che facciamo. Poteva mai mancare nell’anno del Venticinquennale? Visto il suo legame con il FolkClub gli abbiamo chiesto di presentarsi da solo, ci ha mandato un testo che abbiamo dovuto impietosamente tagliuzzare per farlo stare nei nostri angusti spazi. Eccolo.

La prima volta che Carlo ha messo piede al FolkClub, anzi le prime due volte, ché qui i ricordi sono un po’ imprecisi, fu per altrettanti concerti molto diversi e ravvicinati nel tempo: Paolo Pietrangeli e Andy J Forest. Carlo da quel momento sapeva, ai tempi era ancora minorenne, cosa gli sarebbe piaciuto fare da grande e dove venire a sentire i concerti che lo interessano. Cresciuto con ascolti plurimi e disparati, non meraviglia che nella stessa settimana si recasse qui al Folk per ascoltare l’autore di Contessa, abbassando non poco l’età media del pubblico, e un grande armonicista blues come Andy. La prima volta che Carlo ha invece suonato al Folk, quasi quindici anni fa, fu in apertura a sir John Renbourn per un concerto in memoria di Cesaroni. Chi c’era mi sa tanto che ricorda bene quella serata, in cui si alternò con Pippo Pollina e Gian Maria Testa. Nel finale, sorta di epifania abbagliante, dalla prima fila si alzò Odetta coinvolgendo il pubblico in un improvvisato Oh happy day. Reminiscenze a parte, c’è anche una storia più recente di questo musicista cresciuto a Cantacronache, Gaber e Springsteen, e i soci del FolkClub ne sanno qualcosa se tra 2008 e 2009 hanno assistito ai suoi due ultimi concerti qui in via Perrone dove la prima volta ospitò Rhobbo Bovolenta di El trés e la seconda, in occasione della presentazione di Un’ora d’aria, un altro amico illustre, Giorgio Li Calzi. Sul disco Un’ora d’aria vale la pena riportare una impressione: “La vena aurifera del cantautorato colto, precocemente inghiottita sul far degli ‘80, sembra riemergere verso una nuova e vivida luce. ‘Un’ora d’aria’ di Carlo Pestelli è ossigeno allo stato puro. (Franco Vassia)

L’influsso teatrale è un ingrediente basilare degli spettacoli di Carlo, la cui capacità comunicativa lo ha reso noto a un pubblico che a Torino affolla regolarmente i suoi concerti. Nei suoi recital miscela canzone d’autore e ballata umoristica in un sapiente saliscendi d’atmosfera. Il suo esordio discografico risale al 2001 con Zeus ti vede, disco che conosce una buona diffusione nelle radio della sua città. Dopo un lungo periodo di attività live, Carlo musica alcune poesie dell’amico Pier Mario Giovannone (L’infinità decrescente, ed. Nero su bianco, Cuneo, 2005). Il lavoro prende forma definitiva in un disco prodotto da Roberto Taufic. Due volte finalista al Premio Musicultura- Recanati, vince il Premio Sisme per la migliore interpretazione nel 2007. Ha partecipato per tre volte al Festival Internazionale Mito-Settembre Musica. Sul concerto di stasera c’è poco da dire un po’ perché Carlo, oltre ad amare le sorprese, è un ultimominutista cronico per cui al momento in cui scriviamo, non filtrano indiscrezioni sul disco nuovo che sicuramente bolle in pentola, né sugli ospiti che come da tradizione non mancheranno.

E allora vale la pena riportare quello che scrivemmo noi di lui nel 2009, presentando il suo concerto.

Si può a buon titolo considerare Pestelli come il precursore e l’apripista dell’ondata di giovani cantautori che sta dilagando nelle notti torinesi. Pestelli è il fratello maggiore di questi giovani virgulti, Pestelli c’era quando associare al sostantivo cantautore l’aggettivo torinese pareva una bestemmia. Un alone di mistero, però, aleggia sul suo concerto. Quel che è certo è che presenterà il suo nuovo disco, che, al momento in cui scriviamo, non si sa come si intitolerà; ma d’altronde non si sa nemmeno con chi salirà sul palco Carlo al FolkClub. Viva Pestelli! Adorabile e geniale casinista.

Caro vecchio Carlo, non cambi mai, per fortuna!   
 
Sul palco del FolkClub con Carlo (chitarra e voce) Alex Gariazzo (chitarra, mandolino, ukulele) e Marco "Buzz" Gentile (viola, violino, chitarra baritona, cori).