ELENA LEDDA

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28/02/2019 ore 21:30

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Làntias

Elena_Ledda_2.jpgLàntias è un emozionante spettacolo di grande poesia e musica, un progetto altamente poetico, nel quale note e versi si avvicendano e si intrecciano per raccontare il mondo attuale; un racconto con particolare attenzione verso il femminile, che emerge potentemente dall’intensità di una lingua fortemente espressiva e senza tempo, e dalla preziosità di una musica che viaggia abbracciando suoni e voci delle genti del Mediterraneo e oltre. Làntias (Lumi in italiano), pubblicato a gennaio 2017, ha trovato ispirazione nelle complesse vicende umane che caratterizzano il mondo contemporaneo. I temi dell’emarginazione, dell’emigrazione, del lavoro, la questione femminile, le solitudini dei più deboli, le relazioni interpersonali, incardinati nella potenza della scrittura poetica e musicale contenuta in dodici brani: le stragi di innocenti in ogni parte del mondo, le tragedie dei migranti nei nostri mari e nelle infuocate sabbie del deserto, la violenza che esplode nelle relazioni tra uomo e donna... temi forti che non possono non toccare le corde di un’artista che sente l’esigenza di fare del proprio lavoro uno strumento di comunicazione attraverso il quale cercare di trasmettere emozioni, fornire occasione di riflessione e, per quanto possibile, indicare piccoli lumi di speranza. Ma Làntias non tralascia i suoni e i colori della festa religiosa popolare, dove rivivono i sogni e le passioni di una intensa figura femminile, il richiamo alla semplicità e alla saggezza del vecchio mondo contadino, l’evocazione di padri che fungano da lumi per una più sana esistenza, il gioco tra senso e non senso in trascinanti filastrocche sulla consapevolezza dell’uomo in relazione al suo passaggio sulla terra. Ai nove brani scritti da Maria Gabriela Ledda in sardo campidanese (con la partecipazione di Enzo Avitabile nel brano De arrùbiu) e composti quasi interamente nell’ambito del gruppo di musicisti che storicamente accompagna Elena Ledda (Mauro Palmas, Silvano Lobina, Marcello Peghin), si aggiungono tre bellissime canzoni d’amore. Un progetto ambizioso, che vede la grande forza interpretativa e creativa di Elena Ledda con a fianco il gruppo, che costantemente progetta e condivide il suo lavoro.
Elena Ledda. Comincia la sua attività giovanissima nell’ambito della musica tradizionale cui unisce, dall’età di sedici anni, gli studi di canto classico al conservatorio di Cagliari. Inizia la sua carriera frequentando i palcoscenici deputati alla tradizione. Sulla scia dei grandi fermenti culturali che negli anni ‘70 animano l’isola, interpreta Brecht, Weill e Eisler, si dedica al canto classico, promuove le prime esecuzioni filologiche di musica antica (dal medioevo al barocco) e partecipa ai primi esperimenti dedicati alla musica contemporanea. Approfondisce in questo periodo la sua ricerca dedicata alla musica tradizionale sarda che, in seguito, la porterà a privilegiare questo repertorio nell’ambito della sua arte espressiva. Elena_Ledda_4_bis.jpgE’ di questi anni il fondamentale incontro con il musicista e compositore sardo Mauro Palmas, con il quale condividerà scelte e progetti. Voce tra le più importanti della scena tradizionale sarda e mediterranea, animatrice di grande temperamento della nuova cultura sarda, soprano drammatico dotata di una voce straordinaria, in oltre trent’anni di musica Elena Ledda ha portato in tutto il  mondo (dai più piccoli comuni della nostra isola a New York, Sidney, Tripoli, Rio de Janeiro ecc.) il suo singolare repertorio, che vivifica la memoria del canto tradizionale con una speziata musica popolare aperta verso i lidi del Mediterraneo. La sua formazione artistica e il suo patrimonio culturale le consentono di non chiudersi in un ristretto territorio musicale, ma di confrontarsi con musicisti di diverse estrazioni e provenienze. Vanta una carriera ricca di produzioni originali e prestigiose collaborazioni con i più grandi protagonisti del panorama culturale nazionale e internazionale: virtuosi di musica rinascimentale, alfieri della new age, cantadores, eccezionali interpreti dalla world music al jazz; tra i tantissimi vogliamo citare Enzo Avitabile, Don Cherry, Fabrizio De André, Nana Vasconcelos, Lester Bowie, Don Moye, Enrico Rava, Andreass Vollenweider, Paolo Fresu, Antonello Salis, Giorgio Gaslini, Moni Ovadia, Luigi Cinque, Noa, Richard Galliano, Gabriele Mirabassi, Antonio Placer, Lucilla Galeazzi, Riccardo Tesi, Maria Pia DeVito, Rita Marcotulli, Lino Cannavacciuolo, Raiz, Daniele Sepe, Andrea Parodi, Savina Yannatou, Fausto Mesolella, Paola Turci, Laia Genc, Stracho Temelkovski, Ginevra Di Marco, Abeer Neheme e Mario Incudine. La sua attività non tradisce mai le premesse da cui si è sviluppata: ricerca, studio, confronto. Partecipa a un gran numero di prestigiose produzioni (teatrali, musicali, italiane e straniere) e al film Passaggi Di Tempo - il viaggio di Sonos e Memoria per la regia di Gianfranco Cabiddu, con la direzione musicale di Paolo Fresu. Dal suo primo lavoro discografico Ammentos (1979) alla partecipazione nel gruppo Suonofficina e successivamente nel gruppo Sonos, prosegue nel suo viaggio artistico denso di grandi emozioni e soddisfazioni. Dopo un’intensa attività live in Francia e in diversi paesi d’Europa, Africa e USA, nel 1993 registra per l’etichetta francese Silex l’album Incanti, un progetto discografico interamente dedicato alle suggestioni della tradizione sarda. Dall’incontro con lo straordinario violinista napoletano Lino Cannavacciuolo, scaturisce nel 2005 la pubblicazione di Amargura, caratterizzato da una seducente miscela di atmosfere arabe, sarde e spagnole. Le sue produzioni musicali la vedono protagonista accanto a grandi interpreti della musica mediterranea: con Savina Yannatou, intensa e versatile cantante greca, dopo una serie di concerti ad Atene realizza nella città di Salonicco il disco Tutti Baci, con la partecipazione del gruppo Primavera en Salonico e di Mauro Palmas; con Antonio Placer (sensibile autore e originale interprete galiziano) partecipa a Cancionista, una straordinaria testimonianza sonora dell’incrocio tra la cultura mediterranea e quella atlantica nel ponte ideale tra Sardegna, Galizia e Francia; il progetto discografico, prodotto da S’ardmusic e Jazz in Sardegna, viene presentato in anteprima in occasione dell’inaugurazione della seconda edizione dell’EJE festival nel 2006, e portato successivamente in tournèe nelle principali città europee. Elena_Ledda_1.jpgLa profonda passione di Elena per la ricerca di nuovi e diversi mondi sonori emerge anche nella produzione Rosa Resolza (2007), un inedito ed emozionante viaggio tra le affascinanti sonorità del Mare Nostrum, inciso con l’indimenticato Andrea Parodi. Il disco si aggiudica nello stesso anno la targa al Premio Tenco nella sezione popolare (prima volta che la prestigiosa targa viene attribuita a musicisti sardi), e il Premio Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana. Nel 2008 viene pubblicato Elena Ledda – Live at Jazz in Sardegna: primo album registrato dal vivo per la collana S’ardmusic “EJE LIVE” che celebra i suoi grandi successi internazionali, con l’accompagnamento della prestigiosa pianista e compositrice romana Rita Marcotulli. Il progetto discografico Cantendi a Deus-Elena Ledda si aggiudica il secondo posto al Premio Tenco 2010 (sezione popolare) e al Premio Nazionale Città di Loano 2010 per la Musica Tradizionale Italiana, e il primo posto al Premio Italiano Musica Popolare Indipendente per la miglior produzione tradizionale. Nel 2011 riceve il premio EJE 2011 alla carriera insieme alla pianista Rita Marcotulli ed è a Roccella Jonica con il progetto Sui Prati, ora in cenere, di Omero. Dallo stesso anno è direttrice artistica del Premio Andrea Parodi. Nel 2012 è produttrice del progetto discografico InCanti e tradimenti del gruppo salentino Triace. Nuove produzioni originali la vedono accanto a Laia Genc, versatile pianista di modern jazz, tedesca di origini turche, con la quale condivide la ricerca appassionata all’interno di radici culturali capaci di trovare coinvolgenti punti d’incontro; ancora con Antonio Placer, per un interessante trio con Stracho Temelkovski, talentuoso polistrumentista e compositore francese di genitori macedoni; con lo scrittore Massimo Carlotto per il viaggio nei mercati del mediterraneo La via del pepe. Nel 2014 riceve il Premio Donna Sarda dell’Anno. È accanto al coro Le Mystere des Voix Bulgares nella produzione Dilliriu. È protagonista con Lucilla Galeazzi, Ginevra di Marco, Andrea Salvadori, Alessio Lega, Gigi Biolcati e Riccardo Tesi del riallestimento, a distanza di cinquant’anni, dello spettacolo Bella Ciao, il più importante spettacolo del folk italiano ad opera del Nuovo Canzoniere Italiano. Bella Ciao, presentato in tutta Italia e in Francia, Svizzera, Austria e Romania, diventa produzione discografica nel 2015. Partecipa a Marina Grande di Sorrento all’ evento musicale televisivo Una Notte per Caruso 2015. Nel 2016 Prosegue in Italia e in Europa il Tour di Bella Ciao mentre dalla collaborazione con il Duo Bottasso, Simone e Nicolò, nasce un nuovo progetto teatrale che
li vedrà protagonisti in Italia e in Svizzera. Nel 2017, oltre ai numerosi concerti in Sardegna, si esibisce ad Astana in Kazakistan, in Francia, Algeria, Perù, Spagna, Macedonia, Germania e Austria. A dicembre presenta Làntias, l’ultimo lavoro discografico, che si impone subito alla critica specializzata aggiudicandosi due premi come miglior album dell’anno 2018: Premio Mario Cervo e Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana – Lantias è anche nella cinquina finale del Premio Tenco (Targa disco in dialetto o lingua minoritaria).
Elena Ledda ha inciso 18 album e partecipato ad altri 22 in qualità di interprete e autrice. I suoi progetti musicali, le numerose produzioni originali che l’hanno vista protagonista, partendo dalla Sardegna, hanno raggiunto con successo: Italia, Francia, Germania, Austria, Norvegia, Danimarca, Belgio, Grecia, Gran Bretagna, Svizzera, Slovenia, Croazia, Spagna, Portogallo, Stati Uniti, Australia, Argentina, Brasile, Tunisia, Russia, Algeria, Marocco, Ungheria, Singapore, Polonia, Libia, Bielorussia, Romania, Macedonia, Kazakistan e Perù. Dedica particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni, curando seminari di cultura musicale e la produzione artistica e discografica di musicisti emergenti in Sardegna, in Italia, Francia e Germania.
Al FolkClub un’occasione davvero unica e straordinaria per ascoltare Elena Ledda accompagnata dalla sua band al completo: Simonetta Soro (voce), Mauro Palmas (liuto e mandola), Silvano Lobina (basso), Marcello Peghin (chitarre) e Andrea Ruggeri (batteria e percussioni).
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