FABIO CONCATO & DI SABATINO TRIO

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06/04/2018 ore 21:30

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Gigi

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L’amore di Paolo Di Sabatino per le canzoni di Fabio Concato è la genesi di questo progetto, quando nel 2011 invita Fabio a partecipare al suo album Voices, non facendosi sfuggire l’occasione di proporgli di rivisitare una manciata di suoi successi e di vestirli con arrangiamenti e sonorità vicine al jazz acustico. Da allora si alternano numerosi concerti, uno più emozionante dell’altro, che portano ad immortalare questo connubio artistico, trasferendo di fatto in uno studio di registrazione la magia che si rinnova ad ogni live.

Gigi è mio padre. Lo dico per i molti che non lo sanno. Gigi mi ha avvicinato alla musica con divertimento e me l’ha fatta amare. Gigi ascoltava molto jazz - la sua musica preferita - insieme a quella brasiliana, meglio se suonata e cantata da Joao Gilberto: ‘ … ascoltavo un signore che aveva una voce così‘. Gigi non faceva il ‘musico’ di professione, ma bastavano un paio di accordi sul piano o sulla chitarra per avvertirne subito la sensibilità e il talento che sarebbe stato bello condividere con tutti. Fabio sono io. Lo dico per i pochi (sigh) che non lo sanno! E per festeggiare i miei 40 anni di musica, scritta e cantata sempre con lo stesso amore e lo stesso piacere, ho deciso di farmi un regalo: reinterpretare in chiave jazzistica alcune mie canzoni con l’aiuto di un grande pianista con cui suono e collaboro da qualche anno e sempre più piacevolmente: Paolo Di Sabatino, che ha curato gli arrangiamenti e che voglio ringraziare per la passione e la delicatezza con le quali si è avvicinato al repertorio. E allo stesso modo ringrazio Marco Siniscalco e Glauco Di Sabatino: grazie!
E Gigi: ‘…chissà se ti piacerà?
’ (Fabio Concato)

Fabio Concato è una delle più belle certezze della nostra musica d'autore. Nel corso degli anni, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante per le sue canzoni, narrando in modo molto personale le piccole grandi storie della quotidianità. Nostalgie, ricordi, speranze, rivelazioni e confessioni appena delineate, lampi d'allegria contagiosa e momenti di grande tenerezza popolano il mondo delle sue canzoni, simili a foto, illustrazioni e annotazioni in un diario della memoria che è sempre riuscito a fare breccia sia nell'immaginario che nella sensibilità del pubblico. Debutta come cantautore con l'album Storie di sempre; il disco tratta le tematiche preferite dall'artista: minimalismo quotidiano velato da leggera ironia e attenzione ai temi sociali più scottanti, ma trattati in modo delicato e mai barricadero. Il timbro sottile di Concato, su toni medio-alti, ricorda vagamente quello dei cantanti-poeti brasiliani. Uno dei brani più riusciti del 33 giri d'esordio è A Dean Martin, scherzosa celebrazione del cantante americano. Nel 1978 esce l'LP Svendita totale, che dipinge una galleria di personaggi: dall'allegria di Pussy e P... come al ricordo di Vito, compagno di scuola in difficoltà economiche. L'anno successivo Concato pubblica l'album Zio Tom (1979) con la partecipazione del jazzista e armonicista Thoots Thielemans. Anche qui alterna divertimento e riflessione, come in Bossa Nova milanese. Nel 1982, dopo una pausa di riflessione, pubblica il 33 giri Fabio Concato, che grazie all'ironia ecologica del singolo estratto intitolato Una domenica bestiale, cattura l'attenzione delle radio e quindi anche del grande pubblico. E' l'inizio di una fase artistica molto positiva per il cantautore milanese, infatti l'album che esce nel 1984 intitolato ancora Fabio Concato, vende duecentomila copie e rende popolari canzoni come Guido piano, Fiore di maggio, e Rosalina. Fabio_Concato_ridotta.1.jpgL'album successivo, Senza avvisare, pubblicato nel 1986, contiene due brani composti per il film di Enrico Montesano A me mi piace (1985) e ottiene il disco d'oro. Apparentemente avviato verso il genere easy listening d'autore, Fabio Concato pubblica a sorpresa nel 1988 il singolo 051/222525, brano di forte impegno civile i cui proventi sono destinati a mantenere in vita Telefono Azzurro, servizio a protezione dell'infanzia maltrattata, allora minacciato di chiusura. Nel 1990 il nuovo album Giannutri, ispirato all'omonima isola del Mar Tirreno, viene registrato a Parigi sotto la guida dell'arrangiatore e produttore Phil Ramone, già collaboratore di Billy Joel, Elton John e Bob Dylan. Questo disco segna la svolta musicale per Concato, infatti Fabio abbandona il sodalizio artistico con l'arrangiatore Vince Tempera per avventurarsi in un sound più raffinato: un pop elettro-acustico con abbondanza di tastiere, vicino al mondo musicale newyorkese di Phil Ramone; anche il canto si fa più curato, con jazzati e coloriture da interprete puro. Seguono nel 1991 la raccolta Punto e virgola, e nel 1992 il disco di inediti intitolato In viaggio, in occasione del quale Concato firma con Pino Daniele il brano Canzone di Laura; da segnalare il buon riscontro radiofonico di Il caffettino caldo, un pezzo garbatamente impegnato, critico nei confronti della frenesia della vita moderna che spesso ci porta alla superficialità. Nel 1994, preceduta dall'uscita del singolo Troppo vento, esce la raccolta Scomporre e ricomporre, con nuovi arrangiamenti dei brani cui l'artista è maggiormente legato. A testimonianza del suo ricorrente interesse nei confronti dell'infanzia, nello stesso anno presta la voce alla narrazione di Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, pubblicata dalla Polygram su CD-ROM, curando anche la realizzazione delle musiche. Nel 1996 esce il CD intitolato Blu, prodotto dal tastierista della PFM Flavio Premoli, mentre nel 1999 pubblica Fabio Concato, di cui fa parte il brano M'innamoro davvero – inserito anche con una seconda versione cantata in coppia con José Feliciano. Nel 2001 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, interpretando Ciao Ninìn, brano intimista, poetico e romantico, dedicato alla sua compagna di vita; questa canzone precede l'uscita dell'album Ballando con Chet Baker.
Artista poetico e intimista, mai sopra le righe, pacato nei modi e nelle interpretazioni, possiede una vocalità che nei suoi ultimi album ha sfumature da interprete raffinato. La sua produzione è sempre molto accurata, perennemente sospesa tra ironia e malinconia.

Paolo_Di_Sabatino_pic.jpgPaolo Di Sabatino. Pianista, compositore e arrangiatore, nato a Teramo il 26 settembre 1970, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte sotto la guida del padre e si diploma nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale al Conservatorio di Bari, presso il quale consegue il diploma di Musica Jazz nel 1994. Dedicatosi esclusivamente al jazz, si esibisce con varie formazioni a proprio nome dal piano solo all’ottetto. Ha partecipato a numerose trasmissioni radio-televisive (Radio Rai 1,2,3, Radio Capital, Rai News 24, Tg2, Domenica In, La7) e suonato in importanti club e festival internazionali. Ha suonato con Massimo Urbani, Giulio Capiozzo, Mimmo Cafiero, Paolo Fresu, Nicola Arigliano, Lee Konitz, Gianni Coscia, Lino Patruno, Gegé Telesforo, Enrico Rava, Irio De Paula, Dario Deidda, Roberto Gatto, Bob Mintzer, Pietro Leveratto, Andrea Marcelli, Paolo Damiani, Mario Raja, Minino Garay, Billy Cobham, Dave Samuels, Tullio De Piscopo e tanti altri. Ha avuto modo di collaborare con attori quali Michele Placido, Arnoldo Foà, Maria Rosaria Omaggio, Milo Vallone, Caterina Vertova, Valentina Carnellutti, Alessandro Haber, Elena De Ritis, Mariangela D’Abbraccio, Daniela Fazzolari, Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Alessio Boni, Laura Marinoni, Nino Castelnuovo, Maria Cristina Di Nicola, Ugo Pagliai, Paola Gassman, Sergio Rubini.

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