TRILOK GURTU (India)

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16/03/2018 ore 21:30

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Concerto in 'solo'
Una leggenda vivente del jazz e della world music

Nato a Mumbay nel 1951, viene iniziato da piccolissimo alla musica e alle tabla dalla prestigiosa madre Shobha Gurtu (famosissima cantante indiana, nota come ‘la regina del Thumri’, figlia di un noto suonatore di sitar). All'inizio degli anni ‘70 Trilok muove i suoi primi passi nella nascente world music proprio in Italia, con gli Aktuala, e in seguito si cimenta nel jazz sotto l’ala di Don Cherry e Charlie Mariano. Nel 1988 Trilok si esibisce con il proprio gruppo, potendo finalmente presentare le proprie composizioni nel suo album di debutto Usfret che ha una grande influenza su molti musicisti (a metà anni ‘90, giovani artisti asiatici di Londra come Talvin Singh, gli Asian Dub Foundation e Nitin Sawhney lo elevano a proprio mentore e l'opera di Trilok trova anche una sua affermazione ‘differita’). trilok_ms_1_ridotta.jpgIn quell’anno Gurtu incontra l'Orchestra Mahavishnu e il suo leader John McLaughlin, e nei successivi, stravolgenti quattro anni ha un ruolo fondamentale nel John McLaughlin Trio. Nel 1993 Trilok porta in tour il suo trio per promuovere il nuovo album The Crazy Saints, che vede come ospite non solo Joe Zawinul ma anche Pat Metheny. Il pubblico rimane affascinato dalle sue composizioni che collegano sottili ritmi e canti indiani con elementi di jazz e rock moderni. L'anno seguente la band diventa un quartetto e il tour si allunga, includendo un coast-to-coast statunitense e più di 40 spettacoli in Europa. Il compositore e leader della band si è evoluto dal Trilok dei primi anni: una ormai consumata esperienza come musicista si è ora armoniosamente integrata alle sue innate doti di intrattenitore. I suoi show stupiscono per intensità, fantasia, virtuosismo e incredibile simpatia. I tour si susseguono negli anni e Trilok diventa ospite regolare e popolare in molte città europee e statunitensi; il suo gruppo, The Glimpse (formatosi nel 1996), è cresciuto e si è evoluto, affrancandosi da radici che affondano nell’imperitura tradizione acustica indiana. Verso la fine degli anni '90 la sua band si esibisce in tutto il mondo, condividendo cartelloni di festival con megastar del calibro di Bob Dylan, Eric Clapton e REM e con suoi colleghi della scena world music come Youssou N'Dour, Baaba Maal, Cesaria Evora e Salif Keita. I CD Kathak, African Fantasy e The Beat Of Love sono la testimonianza diretta di questi anni: la musica di Trilok entra a pieno titolo nell’alveo della world music con un nuovo sound che contiene il nucleo delle sue opere precedenti ma si è ulteriormente ampliato, consentendo a cantanti come Neneh Cherry, Salif Keita, Angelique Kidjo e Oumou Sangare di sfruttare appieno il proprio talento nelle registrazioni di Trilok. Nei primi anni 2000 la band ospita nei propri live Nitin Sawhney, Angelique Kidjo, Salif Keita e Wally Badarou; in quegli anni Trilok è anche protagonista di prestigiose performance in solo e presta la sua opera per registrare album di John McLaughlin, Pharoah Sanders, Nitin Sawhney, Lalo Schifrin, Gilberto Gil, Bill Laswell e Annie Lennox. L’uscita dell’album Remembrance nel 2002 è una pietra miliare per Trilok. Gli ospiti Shankar Mahadevan, Zakir Hussain, Ronu Majumdar e Shobha Gurtu hanno fornito eccellenti performance e le recensioni sono unanimemente entusiastiche. In combinazione con lunghe tournée in tutta Europa l’album porta Trilok alla seconda nomina per i BBC World Music Awards e per un EMMA. trilok_ms_2_ridotta.jpgGli anni successivi sono un susseguirsi ininterrotto di tour in tutta Europa e nel 2004 viene pubblicato il suo undicesimo, acclamato album: Broken Rhythms. Come per tutti i CD di Trilok, l'accento è posto sul ritmo e sul suo inconfondibile ‘drumming’ - ma in questo album ancor di più. Le performances dei Tuvan Throat Singers Huun Huur Tu, dell’Arké String Quartet e della straordinaria chitarra di Gary Moore apportano all’album un brillante mix di effervescenza e dolcezza. Il tour negli U.S.A. comprende un concerto allo Stern Grove Festival di San Francisco davanti a 20.000 spettatori. Negli anni 2006 e 2007, Trilok registra e si esibisce al fianco dei musicisti maliani della Famiglia Frikywa e degli italiani dell’Arke String Quartet. Trilok ha pubblicato il brillante Massical nel 2009 e nel 2011 le ambiziose composizioni contenute nell’album 21 Spices, eseguite con il grande Simon Phillips e la NDR Big Band. Nel 2013 Trilok pubblica Spellbound come tributo al suo unico mentore e caro amico Don Cherry. La tromba, che è stato lo strumento principale del grande Don, è presente in tutto Spellbound, con performance di trombettisti quali Nils Petter Molvær, Paolo Fresu, Matthias Schriefl, Ibrahim Maalouf, Ambrose Akinmusire, Hasan Gözetlik e Matthias Höfs su brani composti da Trilok trilok-gurtu1_ridotta.jpgcosì come da leggende della tromba come Miles Davis e Dizzy Gillespie. Recentemente si è esibito con la star delle percussioni classiche Martin Grubinger e continua ad esibirsi con il maestro Jan Garbarek.
Percussionista dallo straordinario virtuosismo e dalla classe assoluta, nel corso di tutta la sua quarantennale carriera Trilok ha attratto un’impressionante serie di artisti di livello mondiale, a cominciare da John McLaughlin -nel cui trio, Trilok si è affermato come solista e con cui continua a collaborare da più di 20 anni- seguito da Joe Zawinul, Jan Garbarek, Bill Evans, Pharoah Sanders, Dave Holland, gli Oregon, con cui ha girato letteralmente il mondo… tutti folgorati dal magistrale senso del ritmo di Trilok. Naturalmente Trilok è profondamente radicato nella tradizione indiana, quindi non sorprendono le tante collaborazioni avute con tanti ‘big’ della musica indiana: sua madre Shobha Gurtu, Zakir Hussain, L. Shankar, Shankar Mahadevan, Hariprasad Chaurasia, i fratelli Misra e Sultan Khan. Dalle sue prime mosse in quell’ambito, negli anni la world music è assurta al legittimo rango di genere musicale a sé, nel quale Trilok ha certamente ‘arato il proprio solco’, esibendosi e registrando al fianco di Salif Keita, Oumou Sangare, Angelique Kidjo, Neneh Cherry, Omara Portuondo, Huun Huur Tu, con una metodicità e un’efficacia tali da indurre Rita Ray della BBC Radio a definire Trilok ‘un collaboratore seriale’. In Italia ha suonato con Ivano Fossati, Marina Rei, Pino Daniele e il DJ Robert Miles, con cui ha firmato nel 2004 l'album Miles Gurtu. Nel 2010 Gurtu ha suonato nell'album Piano Car del compositore minimalista Stefano Ianne. Gurtu ha anche partecipato al progetto di musica etno-elettronica Tabla Beat Science. La sconfinata versatilità di Trilok è stata messa al servizio di innumerevoli progetti, con contributi determinanti al premio Grammy Gracias di Omara Portuondo, al lavoro di Adriano Celentano, Marcus Miller, Angelique Kidjo, Bill Laswell, Sheila E, Tigran Hamasyan, Pedro Javier Gonzalez, Gianna Nannini, Niels Petter Molvaer e Carles Benevent e dei chitarristi Pat Metheny, Terje Rypdal, Vernon Reid, David Torn, Ralph Towner, Andy Summers e Larry Coryell. Con il suo genio unico ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione di alcune delle più belle opere dei suoi colleghi e maestri, tra cui John McLaughlin, Joe Zawinul, Dave Holland e Jan Garbarek. Fondendo la tecnica occidentale e indiana, Gurtu ha sviluppato uno stile e un suono inconfondibili che da metà anni ‘90 lo rendono dominatore delle classifiche di popolarità tra i percussionisti. Trilok Gurtu continua a definire e ridefinire la sua collocazione tra i più grandi innovatori dell'arte percussiva di tutti i tempi. 003Trilok_ridotta.jpgAnche se il suo approccio all’esecuzione e alla composizione non è prettamente stilistico, si basa su una solida e profonda comprensione di molti stili globali. Il suo ‘drumming’ e il suo stile compositivo sono universali, personali e alimentati da un enorme amore e una rigorosa disciplina. Spesso non suona seduto, ma inginocchiato sulla gamba destra, controllando con il piede sinistro il pedale dell’Hi-hat (anche detto Charleston). Suonando in ginocchio, il suo set non prevede la grancassa che viene sostituita da un piccolo tom dotato di trigger che ne riproduce il suono. La parte che solitamente viene eseguita dal piede destro viene quindi affidata interamente alla mano sinistra.
Per celebrare il ventennale del suo famosissimo album Talking Tabla, dal 2016 propone un incredibile evento solista nel quale gli spettatori hanno la straordinaria, unica opportunità di confrontarsi direttamente con lui rispetto alla sua visione della musica e di approfondire le sue tecniche compositive. Non mancate, e potrete dire ‘…io c’ero!’.

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